La nave riparò nel porto di Trieste. Il giorno 5 novembre 1943 il nonno sbarcò dalla nave: “ causa di forza maggiore “ é la motivazione scritta sul libretto.
Come si può ben capire, la censura della Repubblica di Salò non poteva certamente ammettere che padrone del mare fosse risultato il nemico. Per il nonno sarebbe stato l' ultimo imbarco del periodo bellico. Il "Mameli" fu affondato a Muggia ( Trieste) dai Tedeschi in ritirata il 14 novembre 1944. Il nonno rientrò a Spotorno e poco dopo fece parte delle squadre di "guardafili", che il comando tedesco della Todt di Savona aveva istituito a seguito dei violenti bombardamenti, che avvenivano in quei giorni causando notevoli danni alle linee elettriche e telefoniche. In questo periodo conobbe, la nonna Marj
"savonese doc" sfollata dalla città.
La nonna lavorava come guardarobiera all' istituto Longoni e all' albergo Esperia di Spotorno.
Dove aveva sede un educatorio gestito dalla Gioventù Italiana del Littorio, l' organizzazione giovanile fascista, fondata sui principi dell' ideologia del regime. che aveva lo scopo di accrescere la preparazione spirituale, sportiva e militare dei ragazzi italiani. Nel marzo del 1945 i nonni decidono di sposarsi. Era un momento tragico per il nostro paese. L' Italia del nord era in preda ad una vera e propria guerra civile: da un lato, i partigiani, che cercavano di riscattare l' onore dell' Italia dal fascismo e dal disastroso 8 Settembre, dall' altro, i pochi reduci della Repubblica di Salò che appoggiano l' estrema difesa tedesca sulla linea Gotica, che presto sarebbe caduta sotto la soverchiante armata anglo americana. In questa situazione lo sposalizio avvenne in Savona il 10 Marzo del 1945.
La nonna ricordava come al termine della funzione, non riuscirono a trovare un mezzo che li portasse a Spotorno. Con il tram da Savona raggiunsero Porto Vado,
poi percosero gli ultimi 6 Km a piedi e in fretta, perché bisognava giungere a casa prima dell' entrata in vigore del coprifuoco. La nonna si era anche dovuta togliere le scarpe, per alleviare le sofferenze dei piedi. Quello fù il loro viaggio di nozze. La dimora fu in vico Caracciolo n°4
dove avrebbero abitato fino alla fine degli anni 60 e dove nasceranno i figli Pinuccio ed Enrico